Ken Levine, papà di BioShock, assume per una misteriosa immersive sim

Ken Levine - Bioshock
(Ultimo aggiornamento: 21 Ottobre 2019)

Dopo il lancio di BioShock Infinite nel 2013, il nuovo progetto di Ken Levine, il papà di BioShock, rimane ancora avvolto nel mistero, ma il genere, almeno, è stato ora rivelato.

Secondo un annuncio di lavoro per un cinematic narrative scripter, il gioco è “un progetto creativamente ambizioso appartenenete al genere immersivo sim“.

L’annuncio indica che il candidato prescelto sarà responsabile dell’implementazione di elementi narrativi. L’annuncio si allinea con quanto era già emerso sul progetto, ovvero che sarà destinato a rappresentare un nuovo tipo di esperienza basata sulla trama e su ciò che Levine ha definito “narrative Lego”, una storia che può essere rigiocata più e più volte proponendo una narrazione differente a ogni run.

Il genere immersive sim, esemplificato da titoli del calibro di System Shock, Prey o Deus Ex, mette in primo piano la libertà dei giocatori, legando l’agire alle azioni piuttosto che alle abilità, come è più comune nei giochi di ruolo.

Ken Levine - Bioshock

Nato nel borough del Queens, da una famiglia di ebrei americani, da adulto scelse di diventare ateo. Da bambino è cresciuto giocando molto all’edizione del 1974 del gioco di ruolo da tavolo Original Dungeons & Dragons; mentre il primo videogioco a cui mise mano fu Star Trek, nel 1976, che provò occasionalmente su un mainframe. Dopo aver frequentato il Vassar College a Poughkeepsie; nel 1995, dopo anni passati a Los Angeles, tornò nella East Coast per unirsi ai ben noti studi di videogiochi Looking Glass Studios; che Ken aveva sempre ammirato per giochi come System Shock e Ultima Underworld: The Stygian Abyss.

Il nuovo gioco di Levine, qualunque esso sia, è attualmente in sviluppo presso Ghost Story Games, un piccolo team fondato dopo la fine di Irrational Games all’inizio del 2017.

Cosa ne pensate del nuovo progetto di Ken Levine?

Fonte: Onlysp.

Appassionata di giochi di ruolo giapponesi, genere che ha scoperto grazie alla saga Final Fantasy e approfondito con i capolavori usciti negli ultimi anni, s’interessa al retrogaming, rigiocando vecchie glorie come Monkey Island, Prince of Persia o vecchi capolavori marchiati Nintendo. Antonella comincia il suo percorso giornalistico in Italia, lavorando con Gamerepublic, PS Mania e Pokémon Mania. Si trasferisce in Francia per studiare la programmazione web : grazie a questo percorso anomalo ecco che nasce Game Universe.

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