Crash Team Racing: Nitro-Fueled, la recensione

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Dopo il gran successo di un’operazione nostalgica come Crash Bandicoot N. Sane Trilogy, era diventato prioritario per Activision lavorare a Crash Team Racing (CTR, per gli amici); uno dei giochi di corse più longevi di sempre, uno di quelli che resistono alle increspature del tempo in modo quasi miracoloso. E’ la summa completa di tutto ciò che Crash Bandicoot a bordo di un go-kart è mai riuscito ad offrire. Ancora oggi, infatti, la fanbase è così nutrita da continuare imperterrita a segnare nuovi record, sfruttando ogni possibile glitch per guadagnare un prezioso millisecondo con cui scalare le vette mondiali.

Quella lasciata dai Naughty Dog, prima del loro definitivo addio alla serie del leggendario peramele, è un’eredità assai preziosa, di cui Beenox ha voluto farsi carico per riportare uno dei più grandi racing arcade della storia di nuovo in pole position. Dopo una lunga sosta al garage, ne è uscito sgommando Crash Team Racing: Nitro Fueled, un remake che segue lo stesso percorso di ristrutturazione grafica già adottato per la N.Sane Trilogy. Dal 1999 fino ai giorni nostri, dalla PS One alla PlayStation 4, tuttavia, ne è passato di tempo: ecco perché questa versione si dimostra al contempo sia un sentito omaggio sia una sottile reinterpretazione dell’opera originale.

 

Vent’anni fa…

Sono passati vent’anni dall’uscita di Crash Team Racing sulla prima PlayStation. All’epoca la console war veniva presa molto sul serio, nonostante il rilassamento generale successivo ai caldissimi anni dell’era 16 bit. In un’epoca in cui Internet non era ancora così maturo e in cui il digital delivery e i servizi ad abbonamento erano solo idee futuristiche in qualche libro cyberpunk, la maggioranza dei giocatori poteva permettersi una sola piattaforma. Proprio in questo periodo, è nata la leggenda che trasformava Crash Team Racing, piacevole esperimento con cui Naughty Dog diceva addio alla serie di Crash Bandicoot, in un gioco di corse arcade migliore di Mario Kart.

Ma il gioco è ancora divertente, nell’agosto del 2019, con così tanta acqua passata sotto i ponti? L’acqua sotto i ponti chiaramente è una metafora che sottolinea l’evoluzione dei racing game negli ultimi vent’anni, scanzonati o seri che siano. La risposta a questa prima domanda è “sì”. Secondo quesito: l’effetto nostalgia funziona? Riaccende qualcosa nei giocatori del primo Crash Team Racing? Va bene, la domanda si è sdoppiata, ma avrete capito benissimo cosa intendiamo. E anche qui la risposta è “sì”, ad entrambe.

Terza ed ultima questione: “a livello di realizzazione tecnica, il remake rappresenta una produzione valida?” Se anche in quest’ultimo caso è possibile rispondere “sì”, allora Crash Team Racing: Nitro-Fueled ha davvero tutte le carte in regola non solo per giustificare la sua presenza sul mercato, ma anche per ritagliarvisi un posticino niente affatto di secondo piano.

 

Più di un remake

Potendo contare su un solo episodio realizzato da Naughty Dog, CTR non ha mai avuto modo di sviluppare le buone intuizioni del team originale. La storia ci insegna che Crash Nitro Kart e Crash Tag Team Racing, sviluppati da studi differenti, non hanno mai garantito le stesse emozioni del capitolo originale. Da quelle esperienze il remake recupera solo i piloti, le piste e la modalità battaglia, nel tentativo di arricchire i contenuti di un prodotto altrimenti troppo scarno per il mercato odierno. A questa scelta comprensibile si aggiungono le modifiche con cui il team Beenox ha rinfrescato l’intera esperienza. La più evidente è la rivisitazione della modalità Avventura, disponibile sia in versione classica che nella variante moderna, con il livello di difficoltà selezionabile e la possibilità di cambiare in qualsiasi momento il pilota o il kart con cui scendere in pista. La difficoltà è stata scalata verso l’alto e ora i piloti avversari non solo sfoggiano uno stile di guida più aggressivo, ma sfruttano con regolarità tutti gli oggetti che trovano nelle piste. Anche sul fronte dei tracciati sono stati fatti molti cambiamenti, correggendo i bug e i glitch normalmente sfruttati dalla community storica per tagliare porzioni di pista generose. Tutto questo è affiancato dall’imprescindibile modalità online, senza però rinunciare al brivido intimo del multiplayer in split-screen, che tante amicizie ha consolidato e distrutto nel corso degli anni. Sono molte le modalità disponibili, ma non tutte sono altrettanto divertenti. Oltre alla già citata Avventura, potrete affrontare la Gara Singola, le Prove a Tempo e le varie opzioni della Battaglia. La carne al fuoco non manca!

Crash Team Racing: Nitro-Fueled

Con la valuta del gioco si possono acquistare piloti, skin, adesivi, colorazioni e modifiche estetiche per i kart. I prezzi, tuttavia, sono proibitivi!

 

La modalità online

La modalità online non siamo riusciti a provarla, perché chiaramente il matchmaking lasciava in attesa il nostro povero Bandicoot per troppi minuti, tanto che finiva con l’addormentarsi. Comunque nulla lascia presagire particolari problemi, semmai torneremo ad avvisarvi non appena sarà disponibile nei prossimi giorni. Dal punto di vista dei contenuti proposti, invece, non è possibile lamentarsi da alcun punto di vista. Non esistono discorsi del tipo “va bene, è stato rifatto il gioco originale, però qualche contenuto in più non avrebbe guastato”. Non esistono perché in Crash Team Racing: Nitro-Fueled c’è di tutto e di più. Pensate a un oggetto, un elemento, un kart o un personaggio: c’è. Vi sfidiamo a controllare. Sette diverse coppe in cui competere, online o offline. 32 piste, tutte diverse, e probabilmente molte di loro vi faranno scendere la lacrimuccia all’occhio, richiamando preziosi ricordi di quando eravate più giovani.

Crash Team Racing: Nitro-Fueled

In CTR non è raro ricevere un oggetto totalmente inutile rispetto alla situazione in pista.

Le modalità aggiuntive non mancano, con relative piste o arene: Battaglia, in cui due giocatori su due kart si prendono a botte a colpi di potenziamenti fino alla morte; Prova a Tempo per perfezionare i vostri tempi nelle varie piste, Corse delle Reliquie, Sfide CTR e Sfida dei Cristalli, con oggetti particolari da raccogliere lungo la strada entro lo scadere del tempo, o altre condizioni la maggior parte delle volte infami. E ancora, Pit Stop che funge da negozio giornaliero, dove potrete spendere i frutti wumpa accumulati per sbloccare personaggi, decorazioni, varianti estetiche del kart, nuovi veicoli e molto altro. Tanti personaggi tra cui scegliere, molti dei quali con Skin e stili aggiuntivi, oltre a nuovi piloti in arrivo e qualche nuovo contenuto che debutta con Crash Team Racing: Nitro-Fueled per la prima volta in assoluto. Per esempio alcuni personaggi con una divisa neon / futuristica. Non ci hanno fatto impazzire a livello di design, ma più contenuti ci sono meglio è. E poi le varianti rétro di Crash, Coco e Cortex sono un amore, questo va detto.

 

Verdetto

Crash Team Racing è un prodotto generoso, che tocca l’anima dei nostalgici e diverte i nuovi arrivati. Questo remake è una gioia per gli occhi ed un piacere per i polpastrelli, ricalibra in parte il driving system dell’originale ed arricchisce il pacchetto con nuove piste, personaggi e modalità. Non tutto presenta il medesimo equilibrio qualitativo, ed alcune scelte di struttura dei circuiti soffrono dei vent’anni sulle spalle: ciononostante, le emozioni, lo spasso e lo spirito competitivo in compagnia di amici rimangono gli stessi del 1999. Ed è per questo che CTR riesce a posizionarsi ancora una volta sul podio dei migliori racing arcade sul mercato.

Buono

  • Fedele a se stesso
  • Supporto post lancio interessante
  • Contenuti in gran quantità

Insufficiente

  • Alcune piste sono invecchiate
  • Il bilanciamento delle armi andava un po' rivisto
  • I nuovi piloti per ora non sono nulla di che
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Grande

Appassionata di giochi di ruolo giapponesi, genere che ha scoperto grazie alla saga Final Fantasy e approfondito con i capolavori usciti negli ultimi anni, s’interessa al retrogaming, rigiocando vecchie glorie come Monkey Island, Prince of Persia o vecchi capolavori marchiati Nintendo. Antonella comincia il suo percorso giornalistico in Italia, lavorando con Gamerepublic, PS Mania e Pokémon Mania. Si trasferisce in Francia per studiare la programmazione web : grazie a questo percorso anomalo ecco che nasce Game Universe.
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