Death Stranding

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L’iconico regista di Ghost in the Shell, Mamoru Oshii, parla di Death Stranding

Death Stranding
(Last Updated On: 26 Novembre 2019)

Ci sono grandi nomi che lodano il lavoro di Hideo Kojima e altri che, inevitabilmente, non mancano di certo  di criticare Death Stranding. Tra questi troviamo anche un grandissimo estimatore molto apprezzato in Giappone ma non solo.

IGN ha intervistato l’iconico regista e sceneggiatore Mamoru Oshii, figura estremamente apprezzata nota soprattutto per il ruolo ricoperto in correlazione all’universo di Ghost in the Shell. Si tratta di un artista che è rimasto folgorato e molto affascinato dal lavoro di Kojima e ne ha parlato in termini entusiastici.

“Suppongo che sia la natura dei suoi giochi, quanto ci mostra la sua personale visione del mondo. È qualcosa che un film semplicemente non può gestire. Tutto necessita un peso emotivo, non è solo questione di aspetto. Il peso del mondo non è qualcosa che può essere visto in pezzettini e piccole parti. Immergendoti in quel mondo vengono rivelate alcune cose, cose che puoi effettivamente sentire.

“Come l’atmosfera di questo travolgente mondo. Per fare in modo che dia la sensazione di essere reale devi utilizzare i videogiochi come medium. Ovviamente c’è parecchio pensiero in tutto questo. Sapevo che era brillante e sapevo che sarebbe diventato qualcosa di incredibile. Vedendolo ora, un film non sarebbe riuscito a rendergli giustizia”.

Oshii loda l’unicità visiva e l’audacia dietro a un aspetto che considera straordinario così come tutto il concetto di connessione e di motivazioni che spingono il giocatore ad andare avanti.

“È rischioso. Ha corso un rischio piuttosto grande. Combattere è più facile da comprendere ed è un buon elemento in grado di trasmettere una motivazione. Un giocatore può sentire quella sensazione di realizzazione velocemente. La spina dorsale dei giochi è capire come stimolare quella motivazione. Lui (Kojima) ha cambiato questo aspetto. Penso che tra tutte le cose che ha fatto questo gioco sia a suo modo la sua quintessenza.

“Penso che lui abbia un lavoro più duro del mio. Perché richiede più tempo. Richiede esponenzialmente molto più tempo per raggiungere questo tipo di espressività. Probabilmente anche perché il suo grado di coinvolgimento è diverso. Ha così tanta energia. Non scherzo quando dico che accorcerà la sua vita se continua a lavorare così. Mette davvero il suo corpo e la sua anima nel gioco, puoi dirlo guardandolo. Voglio che continui a creare ma voglio anche che abbia una lunga vita” (ride).

Poi Oshii guarda anche al futuro di Kojima: “il suo prossimo progetto sarà ancora migliore; quello dopo ancora migliore del precedente. Questo è ciò che vorrei vedere da lui. È semplicemente ciò che è. Sta sicuramente facendo qualcosa che io non sarei in grado di fare. Ci penso e ci ripenso: i film non possono competere, specialmente quando vedi un gioco eccezionale. Non sono sullo stesso livello.

“Non ci sono molte cose di questo calibro, ne vediamo solo una o due in un decennio o una volta ogni qualche anno. È quel livello di espressività e qualità, non ho alcun dubbio al riguardo”.

Mamoru Oshii è rimasto estremamente impressionato da Death Stranding. Cosa pensate delle sue parole e dell’opera di Kojima?

Fonte: IGN

Appassionata di giochi di ruolo giapponesi, genere che ha scoperto grazie alla saga Final Fantasy e approfondito con i capolavori usciti negli ultimi anni, s’interessa al retrogaming, rigiocando vecchie glorie come Monkey Island, Prince of Persia o vecchi capolavori marchiati Nintendo. Antonella comincia il suo percorso giornalistico in Italia, lavorando con Gamerepublic, PS Mania e Pokémon Mania. Si trasferisce in Francia per studiare la programmazione web : grazie a questo percorso anomalo ecco che nasce Game Universe.
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