Cyberpunk 2077

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Cyberpunk 2077 è stato rimosso dallo store di Playstation

Cyberpunk 2077
(Ultimo aggiornamento: 19 Dicembre 2020)

È la prima volta che accade per un videogioco così atteso e così ambizioso. Sony Interactive Entertainment ha annunciato nella notte sul suo blog che coloro che hanno acquistato Cyberpunk 2077 sul PlayStation Store riceveranno un rimborso completo, inoltre il gioco verrà rimosso e non sarà più disponibile sullo store fino a nuovo ordine.

I numerosi bug sulle versione console hanno minato l’esperienza del gioco su console, in particolare nelle versioni “lisce” di Playstation 4 e Xbox One, quella diciamo della prima generazione. Tre giorni fa la società polacca CD Projekt RED si era pubblicamente scusata promettendo delle sostanziose patch (una a gennaio e un’altra a febbraio) che risolveranno la maggior parte dei problemi riscontrati dagli utenti. Ma evidentemente non è bastato.

 

Cosa succede ora

Cyberpunk 2077 quindi non è più presente sullo store, ma per chi avesse già comprato il titolo (e non fosse intenzionato al rimborso) potrà tranquillamente continuare a giocarci. Chi invece volesse essere rimborsato qui trova la pagine di Sony dove fare domanda. In borsa il titolo dal massimo raggiunto nei giorni prima del lancio ha perso giovedì circa il 30 per cento.

 

Il senso di quello che è successo

Il gioco più atteso dell’anno, se non addirittura dell’ultimo decennio, non è più acquistabile da quello che possiamo definire il negozio di videogiochi più grande del mondo. Si tratta però di un arrivederci e non di un addio: quando verranno risolti i grossi problemi che attanagliano il prodotto, questo tornerà a disposizione di chi vorrà ancora dargli fiducia. Dopo le ottime recensioni della versione PC, l’unica che la stampa di settore e quella generalista hanno avuto modo di provare prima del debutto ufficiale del gioco, sono iniziate ad emergere grosse problematiche relative alle versioni console, specialmente della famiglia PlayStation. Tutti problemi che abbiamo potuto constatare di persona una volta che anche noi siamo riusciti a metterci le mani sopra. Al momento, Cyberpunk 2077 ha enormi difficoltà a girare decentemente su ogni piattaforma che non sia il PC, Google Stadia e GeForce Now.

Cyberpunk 2077

 

I precedenti

Non è la prima volta che un gioco arriva nei negozi con simili problematiche, ma non sono poi molte quelle in cui ci si è ritrovati davanti a un disastro simile. Sicuramente è la prima in assoluto che la rabbia montante del pubblico, ingannato dalle parole della dirigenza Cd Projekt che prometteva una versione “che gira eccezionalmente bene su console di vecchia generazione” ha spinto uno dei platform holder, Sony, ha ritirare dal commercio il gioco. Inutile dire che per un’azienda quotata in borsa come Cd Projekt, nonostante sia stata la prima a paventare l’ipotesi di rimborsare i delusi, il colpo ricevuto è di quelli durissimi: dopo un calo fisiologico, e uno leggermente più consistente, a distanza di una settimana e dopo l’annuncio di Sony, il valore delle azioni di Cd Projekt si è praticamente dimezzato.Le colpe della software house sono innegabili, ma per avere un’idea più bilanciata di quel che è accaduto bisogna fare qualche passo indietro e osservare la situazione da più lontano. Da qui è possibile notare come il bubbone esploso coinvolga non solo Cd Projekt e Cyberpunk 2077, bensì l’intera industria dei videogiochi: dai publisher che distribuiscono il prodotto alle software house che lo sviluppano, ma anche l’utenza non può dirsi totalmente innocente.

 

Il rimborso nell’industria dei videogiochi

Sono anni infatti che il videogiocatore più attivo è stato letteralmente addomesticato al preordine. L’atteggiamento aveva una parvenza di logica una decina di anni fa, quando si rischiava di rimanere senza il gioco più atteso, ma oggi? Non c’è davvero più nessun motivo per acquistare un videogioco mesi, se non addirittura anni, prima del suo arrivo nei negozi: le copie digitali non esauriscono, inoltre è sempre più raro che un gioco sia privo di difetti al debutto, e questo accade proprio perché un numero sufficiente di copie è stato già venduto assicurando l’incasso a prescindere dalla sua effettiva qualità.La situazione che si è venuta a creare deve far riflettere anche Sony, Microsoft e naturalmente Nintendo, spronandoli ad entrare nella “next gen” non solo con degli hardware più preformanti ma anche con degli ecosistemi più evoluti. Sono anni che su Steam, la piattaforma da gioco più popolare su PC, è possibile richiedere un rimborso attraverso una procedura sicura, in grado di tutelare il produttore e il consumatore. Fortunatamente, proprio in questi giorni, è stata presentata alla comunità europea una proposta di legge pensata per stabilire dei diritti insindacabili anche agli acquirenti di beni digitali, e che se approvata obbligherà a profondi cambiamenti anche le aziende in questione.

 

Perché Sony sì e Microsoft no?

Ma perché Sony ha deciso di interrompere le vendite di Cyberpunk 2077, e perché Microsoft non ha fatto la stessa cosa? Sebbene siano state pubblicate diverse risposte ufficiali, anche da parte di Cd Projekt che si dice perfettamente in linea con la scelta del gigante dell’intrattenimento giapponese, facciamo molta fatica a credere che il motivo siano soltanto i problemi tecnici del gioco. In passato abbiamo assistito ad altri disastrosi debutti, titoli che mandavano in palla la console, che non potevano essere completati, giochi a cui mancava la stragrande maggioranza delle caratteristiche promesse come nel caso di Driveclub e No Man’s Sky, entrambi prodotto dalla stessa Sony. Perché due pesi e due misure? Forse per circoscrivere la possibilità dei rimborsi a un solo gioco, quello tanto problematico ma di richiedere la sospensione delle vendite? Forse per mostrarsi vicini ai giocatori? In entrambi i casi, il rischio è creare un precedente molto pericoloso, quanto quello che ha creato Cd Projekt con la sua scarsa attenzione nei confronti dei suoi fan. Nel frattempo da Microsoft totale silenzio, ma va detto che le versioni Xbox non sono così drammatiche come quelle PlayStation, e l’azienda guidata da Satya Nadella ha spesso aiutato Cd Projekt nel mettere in piedi la sua perfetta e perfettamente perversa macchina dell’hype. Mentre attendiamo il prossimo capitolo di questo dramma videoludico, resta lo stupore nel vedere la software house polacca sbagliare un vero e proprio rigore a porta vuota. Cyberpunk 2077, ce lo conferma la versione Pc, è davvero un’avventura fuori dal comune ed è un vero peccato vederlo bruciare così, per colpa di una dirigenza che si è dimostrata ben più che ottusa. Ma con molte probabilità, l’allarme rientrerà tra un paio di mesi, quando il gioco verrà finalmente rifinito e tutti potranno goderne le indubbie qualità.

Appassionata di giochi di ruolo giapponesi, genere che ha scoperto grazie alla saga Final Fantasy e approfondito con i capolavori usciti negli ultimi anni, s’interessa al retrogaming, rigiocando vecchie glorie come Monkey Island, Prince of Persia o vecchi capolavori marchiati Nintendo. Antonella comincia il suo percorso giornalistico in Italia, lavorando con Gamerepublic, PS Mania e Pokémon Mania. Si trasferisce in Francia per studiare la programmazione web : grazie a questo percorso anomalo ecco che nasce Game Universe.

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